mercoledì 3 luglio 2013

"Tendenze dell'estate" e street style. Come evitare di farsi ridere dietro.

Il post di oggi parla delle ultime "tendenze" che ci perseguitano. Persino nei paesini di provincia.

I leggings:

Breve storia.
Fino alla Seconda Guerra Mondiale erano indossati come protezione sotto i pantaloni, dai soldati in guerra.

Negli anni '50 del XX secolo, lo stilista Emilio Pucci riscopre questo elemento e crea un pantalone affusolato che chiama fuseaux (da "fuso" per la forma che regala alla figura femminile). Vengono subito lanciati nel mondo della moda grazie a Audrey Hepburn, che li indossa nei film Sabrina e Cenerentola a Parigi.
Nel 1960 Pucci lancia i pantaloni Viva dotati di uno speciale passante elastico che rimane sotto la pianta del piede mantenendo tesa la stoffa.
Venne poi creata una variante dei fuseaux più corta, che prese il nome di "Capri", com'è tutt'ora chiamata, dall'omonima isola di Capri meta in quegli anni dello star system hollywoodiano che qui passava molto tempo, e che come Audrey Hepburn e Sophia Loren indossava questi capi che coprivano dal bacino fino subito sotto le ginocchia, lasciando così il resto della gamba libero.
Con l'avvento delle fibre elasticizzate, il modello con passante elastico sotto la pianta del piede (detto anche "staffa") si diffuse in ambito sportivo soprattutto nello sci, nella danza e nella ginnastica.


È solo negli anni '70 che nascono i leggings come li conosciamo ora,ispirati ai pantaloni Capri proposti da Pucci ma presentati in una variante molto aderente e senza piede, su invenzione della stilista Patricia Field.Ma è grazie a Madonna, che li indossò nel film Cercasi Susan disperatamente nel 1985, che si ebbe il vero boom di vendite e l'elevazione dei leggings a vero cool degli anni '80.
Sulle passerelle iniziarono a comparire altri tipi di leggings, come quelli della stilista inglese Liza Bruce che nel 1987 lanciò la moda anni '90 dei pantaloncini da ciclista per il guardaroba femminile, e dei fuseaux fluorescenti.
Tramontati nel corso degli anni '90, la griffe Max Mara presentò nel 2006 una collezione di miniabiti abbinati a tacchi alti e leggings neri. Da lì in poi tutte le case di moda e vari designer li hanno inseriti nelle collezioni, variandone la decorazione: jeans, tinta unita, righe o fiori, black & white, animalier maculati o zebrati, liquid in lattice aderentissimi, glitter con paillettes o colori fluo.

Solitamente sono realizzati in lycra, o in filati misti di nylon e cotone o poliestere, ma esistono anche modelli realizzati in lana o seta.
Negli ultimi anni ne sono stati prodotti di diversi modelli anche con tessuti particolari che risultano molto lucidi (tipo latex).

Does and doesn't
Il problema dei leggings è che essendo molto aderenti tendono ad enfatizzare i difetti. E a meno che non siete delle modelle filiformi con gambe chilometriche vi sarà sconsigliato di indossarli. Secondo me non è un problema di aspetto fisico ma di come abbinarli ad altri capi. Molto spesso in giro vedo ragazze curvy e non che portano legging abbinate a magliette parecchio corte. Risultato: Mutande in vista e sconcerto delle persone che incrocerete in strada che vi chiederanno se per caso non vi siete dimenticate i pantaloni a casa.
Perchè farsi del male da sole? Sceglietene di coprenti e sbarazzatevi  delle magliettine (queste potete indossarle con gonne, non inguinali, in tinta unita, come in questo post). Preferite invece quelle oversize o i miniabiti. La cosa più importante è ricordarsi di avere un certo decoro quando ci si veste. 
Stendiamo un velo pietoso sui leggings color carne, cipria o rigor mortis....Chi li ha pensati doveva essere sotto effetto di qualcosa. Risultato: con quelli sembrerà che avete lasciato anche le mutande a casa.

Gli shorts:

Breve storia
Gli short cominciano ad essere utilizzati principalmente negli Stati Uniti fra il diciannovesimo ed il ventesimo secolo dai bambini maschi fino all'età dell'adolescenza. In alcune scuole i pantaloncini facevano parte della divisa, associati con calzettoni lunghi. Quando i ragazzi arrivavano all'adolescenza, i pantaloncini venivano sostituiti dai pantaloni normali, relegando nella mentalità collettiva i pantaloncini ad indumento per l'infanzia, nonostante i soldati che operavano in zone tropicali, utilizzassero una divisa con pantaloncini.
Dalla metà del ventesimo secolo gli short sono entrati a far parte dell'abbigliamento, sia maschile che femminile, di tutte le età, benché siano comunemente considerati capi da indossare in situazioni piuttosto informali. In ambienti e situazioni formali o lavorative, gli short sono spesso sconsigliati, laddove non siano espressamente proibiti. Nei paesi del medio oriente i pantaloncini hanno molto meno diffusione fra gli uomini, e sono quasi del tutto impensabili per una donna. Questo costume è principalmente dovuto ai tabù sociali e religiosi relativi al considerare immorale per una donna mostrare le proprie gambe.
Attualmente i pantaloncini variano per design, lunghezza e materiale. Fra i modelli più diffusi sicuramente vanno ricordati i Bermuda, dotati di tasche e passanti per la cintura. Dagli anni ottanta in avanti sono diventati molto popolari gli short realizzati in jeans lunghi fino al ginocchio per gli uomini, e fino alla coscia per le donne. Gli shorts sono anche ampiamente utilizzati nello sport, e spesso realizzati in materiale tecnico per favorire le performance dell'indossatore.
Gli short che si estendono fino oltre la metà del polpaccio vengono chiamati pinocchietti.
Does and doesn't
Chi ha ancora un briciolo di decoro mi potrà capire. Penso che sia poco bello ritrovarsi per strada orde di tredicenni con degli shorts così short che avrebbero fatto più bella figura ad andare in giro in mutande. Su questi si può solo stendere un velo pietoso e nulla più. Ma se vi piace indossarli vi consiglio di non sceglierli inguinali (un pò di pudore, per l'amor del Cielo!) e di non indossarli con maglie oversize. O verreste additate come nemiche dei pantaloni.

Gli stivali cosiddetti "estivi"
Non si sa bene chi sia il genio dietro questo tipo di calzatura. Fatto sta che stanno diventando una piaga per l'umanità. Trafori un paio di stivali (per evitare senza risultato l'effetto sauna) e magicamente diventano estivi. Poi magari li indossi con un bel paio di shorts, magari ci aggiungi un cappello e sei pronta per andare a mungere mucche e atteggiarti a Daisy Duke dei poveri. 
Livello trash: troppo alto per poterlo contare.
Does and doesn't
Se li avete buttateli (o usateli per andare a mungere le mucche). E non riciclate quelli che avete comprato l'autunno scorso come ho visto fare a parecchia gente!
Altro appunto: se disgraziatamente ne avete un paio spuntato o peggio ad infradito è ora che li buttiate nel primo bidone dell'indifferenziata.

Love