martedì 26 febbraio 2013

How to: Hennè per capelli. Review, tips & considerazioni

Salve a tutte!
Ultimamente ho letto un articolo in cui si parlava di capelli rossi. A quanto pare i portatori naturali di chioma fulva si stanno estinguendo...In compenso stanno aumentando le rosse "innaturali". 
La fase "mi tingo i capelli di rosso" sembra accompagnare da sempre la vita delle donne. (La mia non è ancora finita). 
Perciò da un pò avevo deciso di diventare rossa (altre donne della mia famiglia hanno avuto lo stesso pensiero xD). 
Farlo in modo chimico non l'ho nemmeno preso in considerazione sia per il costo che per l'effetto per niente salutare. 
Grazie a mia cugina ho provato l'hennè e mi sono trovata davvero bene! Il costo è irrisorio ed è del tutto naturale.

Breve storia sull'hennè (tratto da Catherine Cartwright-Jones)

 Le donne e gli uomini orientali si servono da sempre dell'hennè. 

Gli hammam erano luoghi affascinanti e rilassanti dove la gente si recava per passare la maggior parte del giorno e dove era possibile non solo occuparsi della propria igiene personale, ma anche stringere amicizie, aggiornarsi sul gossip, ricevere un massaggio e uno shampoo. Uomini tutti agghindati pettinavano la loro barba e capelli e per le occasioni speciali li tingevano con hennè e indigo. Alcuni viaggiatori occidentali, tuttavia, inorridivano nel trovarsi i capelli, la barba e i baffi insozzati di quella fanghiglia verde e non potevano fare a meno di urlare al barbiere: "Fermo! Cos'è questo fango?" Quando il "fango" veniva risciacquato essi si rendevano conto che i capelli bianchi erano scomparsi e che la loro chioma risultava sana e lucente e riportavano l'esperienza vissuta nei loro diari di viaggio. Essi però non sapevano nulla su quella fanghiglia verde eccetto che si chiamasse hennè. 
L'ingresso agli hammam non era del tutto libero: c'erano giorni riservati agli uomini e giorni riservati alle donne. Alle donne, in particolare, era richiesto di andare all'hammam almeno una volta al mese per purificare il loro corpo dopo il ciclo mestruale. La notte prima di recarsi all'hammam, preparavano le loro miscele speciali di hennè e indigo, che avrebbero applicato l'indomani su capelli, polpastrelli, unghie e piante dei piedi con l'aiuto di mani esperte. [...]


Con l'intensificarsi delle relazioni commerciali tra i paesi europei e la Turchia, grazie all'espansione coloniale, l'hennè iniziò ad essere esportato in Europa insieme a tappeti, thè ed altri beni di lusso. Le donne che popolavano gli harem del Medioriente venivano percepite nell'immaginario europeo come creature misteriose e sensuali, tanto affascinanti quanto irraggiungibili, selvagge e desiderabili al contempo.
Le donne europee ed americane divoravano i romanzetti "pulp" ambientati nell'Oriente esotico, che sorprendevano e solleticavano la loro immaginazione rendendole desiderose di una vita piena di lussuria, ricchezza, passione e di qualsiasi altra cosa trovavano mancasse nelle loro vite. [...]

Le donne europee più ardite iniziarono a tingere i loro capelli con l'hennè a partire dalla seconda metà del XIX secolo e iniziarono nello stesso periodo a sperimentare la pittura delle unghie e delle piante dei piedi: in questo modo potevano avere proprio quel fascino che credevano fosse tipico della vita delle donne mediorientali. Si adagiavano su tappeti persiani e turchi, si circondavano di oggetti orientali e assumevamo egocentriche posture esotiche. [...]

Durante il tardo periodo Vittoriano e nel primo periodo Eduardiano le donne facevano crescere i propri capelli sfoggiandoli in chignons, acconciature raccolte e ciuffi e molte di loro utilizzavano l’hennè per mantenere i capelli lucidi, lisci, folti e per coprire quelli grigi. [...]

Nei primi anni del 1900 le donne statunitensi desideravano tingersi i capelli con l’hennè, merce d’importazione esotica e difficile da reperire. Provarono perciò ad utilizzare tinte a base vegetale impiegate nell’industria tessile, ma non erano adatte per colorare i capelli poiché avevano bisogno di una bollitura e di additivi caustici. Provarono anche prodotti chimici, comprese le nuove tinture a base di catrame di carbon fossile utilizzate nell’industria tessile e nella tintura di pelli, come la Para-fenilendiammina, sostanze potenzialmente mortali. Nel febbraio del 1928, in seguito ad una serie di avvelenamenti accaduti a New York provocati da tinte contenenti Para-fenilendiammina, un fisico scrisse un articolo intitolato “Devo tingermi i capelli?” che apparse sulla rivista "Good Housekeeping". Il dottore affermò in modo perentorio che l’unico metodo sicuro per tingersi i capelli era l’hennè. Per questo motivo nel 1926 ci fu una modifica al Codice Sanitario della città di New York, finalizzata a proibire l’uso di sostanze chimiche pericolose contenute nelle tinte per capelli e nei cosmetici. Nonostante ciò le donne volevano continuare a tingersi i capelli e questa legge non ebbe molto successo. (cosa non si fa per essere belle e alla moda!) [...]

Durante gli anni 20 e 30 l'hennè e i mix a base di hennè, indigo e cassia (denominati anche hennè rosso, hennè nero e hennè neutro) e altre sostanze chimiche dominarono il mercato delle tinte per capelli, arrivando al punto di identificare tutte le tinte con la parola "hennè". Veniva venduto persino l’”hennè bianco”, che ovviamente non aveva a che fare con l’hennè vero e proprio, bensì consisteva in una polvere minerale bianca e alcalina da mischiare insieme al perossido in modo da ottenere un biondo platino sullo stile della divina “Jean Harlow". 
I problemi di la salute che potevano essere causati da queste formule segrete, come pure i rischi legati alle condizioni non igieniche nelle quali avveniva applicata la tinta, portò alla creazione di regolamentazioni, corsi di formazione e emissione di licenze per i cosmetologi americani degli anni 30. Questo fu un bene perché preparò i cosmetologi a trattare più accuratamente sostanze chimiche potenzialmente pericolose, ma sfortunatamente favorì le tinture chimiche a scapito di quelle naturali, senza riconoscerne i potenziali effetti sulla salute. C’era una forte tendenza a “farsi scientificamente belle attraverso la chimica moderna” e man mano che le edizioni dei testi di cosmetologia venivano aggiornate, la conoscenza dell’hennè diminuiva, fino a ridursi a note brevi e poco accurate accompagnate da una forte raccomandazione: “evitare assolutamente”. Finché non c’era modo di dire cosa si trovasse in una scatola di hennè, l’avvertimento “evitare assolutamente” aveva un senso, perché molti degli additivi non citati reagivano disastrosamente con le tinture artificiali.
 Lucile Ball e altre bellezze di Hollywood tingevano i loro capelli con l’hennè puro quando se lo potevano procurare. L’hennè veniva esportato negli Stati Uniti dall’Egitto e non cresceva nell’emisfero occidentale (tranne che in pochi posti dei Caraibi, dove era coltivato da immigrati indiani). La fornitura di hennè negli Usa era scarsa e inaffidabile, e gradualmente cadde in disuso. [...]


Ad ogni modo i benefici dell’hennè venivano dimenticati a favore delle più economiche, maggiormente pubblicizzabili e sicuramente più remunerative tinture chimiche e i rischi ad esse correlati venivano ignorati.
L’hennè continua ad essere la tintura preferita nel Nord Africa, nella Penisola Arabica, in Oriente e nell’Asia del Sud, sebbene i prodotti di bellezza occidentali a base chimica siano preferiti da chi crede che “il moderno è sicuramente meglio”. Altri preferiscono l’hennè alle tinture artificiali perché è espressione della loro storia e della loro eredità culturale, oltre per il fatto che rende i capelli sani e bellissimi.

Ma veniamo a noi!
L'hennè che ho utilizzato è della marca Sitarama (lo trovate in erboristeria a € 6,00). 
Ho voluto provare prima l'hennè naturale-Cuivre, il colore era di un bel rossiccio naturale (quasi tendente all'arancio) ma siccome il mio intento era di averli molto più rossi e scuri ho rifatto l'hennè rosso intenso - Auburn (ha una percentuale di pigramato perciò non vi consiglio di farlo sempre).
Il colore risulta di un bel rosso piuttosto intenso con sfumature più chiare (grazie anche all'hennè Cuivre)
Naturalmente il risultato cambia in base al vostro naturale colore di capelli e al tempo di posa. Alcune persone utilizzano l'hennè su capelli tinti chimicamente, non so però quale potrebbe essere il risultato (se qualcuna sa lasci un commento :D)

How to:
Prima cosa da sapere: l'hennè tinge molto quindi coprite qualsiasi superficie con fogli di giornale e buste di plastica. Armatevi di guanti, pellicola e asciugamani sacrificabili nonchè di molta pazienza e di una persona di buon cuore che vi cosparga la testa di fanghiglia dall'odore di thè.

Io ho seguito scrupolosamente le istruzioni nella scatola aggiungendo in più solo un cucchiaio di aceto di mele su consiglio dell'erborista. Piccolo appunto sulle istruzioni: leggete quelle in inglese! (quelle in italiano non sono sono tradotte di schifo ma saltano alcuni passaggi).
L'hennè va applicato sui capelli puliti e asciutti perchè deve penetrare nel capello perciò fate uno shampoo (leggete gli inci mi raccomando!)
Per i capelli lunghi (a me arrivano all'altezza del seno) usate tutta la bustina di 100gr. Versatela in un recipiente molto capiente e stemperatela con acqua calda e un cucchiaio di aceto di mele. Usate un mestolo di legno o simili, vietati i cucchiai di metallo o di plastica! Lasciate raffreddare e poi fatevi cospargere i capelli accuratamente (non lesinate con le quantità). Impacchettatevi la testa con la pellicola, una cuffia e un'asciugamano per tenere il tutto al caldo. Potete anche riscaldare il tutto per alcuni minuti con un phon. Lasciate in posa in base al vostro colore di capelli di base (trovate la tabella nelle istruzioni).
Risciacquate accuratamente e asciugate i capelli!

Considerazioni:
I capelli hanno un'aspetto magnifico! Sono morbidi, setosi, lucenti e rossi! Anche se profumano tremendamente di thè ed erbe varie.

Ho letto di molte persone che lasciano l'hennè riposare tutta la notte, lo mescolano col thè e ci aggiungono di tutto, dall'olio allo yogurt (poi si ritrovano con i capelli secchi come la stoppa). L'olio ve lo sconsiglio, è vero che nutre i capelli ma l'hennè scivolerebbe via e non aderirebbe bene. Lo yogurt potrebbe essere una buona variante invece. Con l'aceto andate sul sicuro! 
Concludo dicendo che l'hennè non è solo l'alternativa alle tinte chimiche ma dovrebbe essere l'unico modo per colorarsi i capelli. Perchè è naturale. Perchè finite le 2-3 settimane si toglie completamente senza lasciarvi i capelli di un colore improbabile (come quando si stingono le colorazioni chimiche) e non stressa i capelli e il cuoio capelluto. (Inoltre lo stesso che si utilizza per i capelli può essere usato anche per fare i tatuaggi, a patto che sia naturale al 100% :D)

Spero di esservi stata d'aiuto almeno un pochino :)
Love

martedì 12 febbraio 2013

Blast from the past: Flapper girl

Salve a tutte!
Buon Carnevale! Sulla pagina fb vi avevo già accennato che vi avrei postato un travestimento carnevalesco.

Siccome sono una grande appassionata di moda e costumi degli anni passati, la mia ispirazione per questo post sono state le Flapper girl dei ruggenti anni 20.  

Chi sono le Flapper girl e qual è il loro stile:
Il dizionario definisce un flapper come - "Una giovane donna, in particolare del 1920,che ha mostrato disprezzo per il vestito tradizionale e il comportamento." Le Flapper Girl erano le ragazze degli anni '20 che vivevano a ritmo di Jazz e che rivoluzionarono il modo di vestire dell'epoca. 
Quelle ragazze disinibite rappresentarono una vera rivoluzione femminile per l'epoca: fumavano, ascoltavano la musica jazz, bevevano, detestavano i luoghi comuni, portavano i capelli alla maschietta e gli abiti corti. Con i loro vestitini fatti di frange si muovevano allegramente al suono del charleston. Erano fatti di tessuti leggeri, come crepe o chiffon, dalle linee morbide e con scollature quadrate e ovali, con la vita bassa.  Messe al bando le lunghe chiome, le ragazze osavano scoprire il collo con il taglio à la garçonne:caschetti liscissimi con la frangetta corta, oppure con onde laterali che incorniciano il viso, magari adornati da un fermacapelli scintillante. Ma anche fasce e fascette adornate di piume e paillettes, o deliziose cloche. Il viso bianco, gli occhi contornati dalla matita nera, le labbra rosso fuoco e le sopracciglia sottilissime. Al collo lunghissime collane di perle da annodare. Appuntate su cappelli, colli di giacche e cappotti, spille elaborate. Le scarpe diventano un accessorio indispensabile. Vanno di moda Mary Jane, decolleté col tacco e il cinturino, per non perderle mentre ci si scatena in pista, le T Bar, anch'esse ottime per ballare, e le brogues bicolore.Spuntano le stole, di stoffa o di pelliccia, a sostituire l'inflazionato boa di boa di piume di struzzo.
Piccolo dizionario di una flapper:
"Manette": anelli di fidanzamento
"Spremilimoni": ascensori
"Ombrelli": uomini da usare come accompagnatori il pomeriggio e scaricare la sera.
"Rock of ages": tutte le donne oltre 30 anni di età.
(altre info potete trovarle su Glamour Daze)

Come diventare una flapper (trucco, parrucco, accessori e abito)
Il trucco era molto importante e anche molto scuro. Le sopracciglia sottilissime e le labbra a cuore rosse.


Gli occhi:
La cosa importante è stendere un colore molto scuro, lasciando al centro della palpebra mobile un punto luce. (Preparate prima l'occhio con un primer). 
Le sopracciglia erano molto sottili (non state lì a tirarvele!) e ricrearle è la parte più difficile. Vi consiglio di "mascherarle" sotto una fascia, una parrucca o una cloche. 
Per le labbra:
Stendete anche qui prima un primer poi un pò di cipria. Rimpicciolite le labbra superiori , con l'aiuto di una matita rossa, enfatizzando l'arco di Cupido. Fate lo stesso con le labbra inferiori.
La base:
Vi consiglio di stendere la base (crema, fondotinta o BB cream) dopo aver truccato gli occhi. L'importante è che la pelle abbia un aspetto di porcellana bianchissima. Applicate un blush rosato sui pomoli delle guance partendo quasi dalla base dell'occhio.

"Parrucco":
Ho usato una parrucca a caschetto (molto più comoda e veloce) ma potete anche creare i cosiddetti "finger curls" (su youtube ci sono una marea di tutorials).

L'abito:

In questo caso mi sono ispirata agli evening dresses. Ho indossato una gonna lunga plissettata sotto una vecchia camicia da notte (non si direbbe vero?) che ho appuntato su un fianco con una spilla.
Accessoriate il tutto con una lunga collana di perle, orecchini e headpiece (li potrete trovare a breve su Lady Heron Handmade Jewellery) e un paio di Mary Jane.

Spero che il mio "revival" vi sia piaciuto :D 

Love