mercoledì 3 luglio 2013

"Tendenze dell'estate" e street style. Come evitare di farsi ridere dietro.

Il post di oggi parla delle ultime "tendenze" che ci perseguitano. Persino nei paesini di provincia.

I leggings:

Breve storia.
Fino alla Seconda Guerra Mondiale erano indossati come protezione sotto i pantaloni, dai soldati in guerra.

Negli anni '50 del XX secolo, lo stilista Emilio Pucci riscopre questo elemento e crea un pantalone affusolato che chiama fuseaux (da "fuso" per la forma che regala alla figura femminile). Vengono subito lanciati nel mondo della moda grazie a Audrey Hepburn, che li indossa nei film Sabrina e Cenerentola a Parigi.
Nel 1960 Pucci lancia i pantaloni Viva dotati di uno speciale passante elastico che rimane sotto la pianta del piede mantenendo tesa la stoffa.
Venne poi creata una variante dei fuseaux più corta, che prese il nome di "Capri", com'è tutt'ora chiamata, dall'omonima isola di Capri meta in quegli anni dello star system hollywoodiano che qui passava molto tempo, e che come Audrey Hepburn e Sophia Loren indossava questi capi che coprivano dal bacino fino subito sotto le ginocchia, lasciando così il resto della gamba libero.
Con l'avvento delle fibre elasticizzate, il modello con passante elastico sotto la pianta del piede (detto anche "staffa") si diffuse in ambito sportivo soprattutto nello sci, nella danza e nella ginnastica.


È solo negli anni '70 che nascono i leggings come li conosciamo ora,ispirati ai pantaloni Capri proposti da Pucci ma presentati in una variante molto aderente e senza piede, su invenzione della stilista Patricia Field.Ma è grazie a Madonna, che li indossò nel film Cercasi Susan disperatamente nel 1985, che si ebbe il vero boom di vendite e l'elevazione dei leggings a vero cool degli anni '80.
Sulle passerelle iniziarono a comparire altri tipi di leggings, come quelli della stilista inglese Liza Bruce che nel 1987 lanciò la moda anni '90 dei pantaloncini da ciclista per il guardaroba femminile, e dei fuseaux fluorescenti.
Tramontati nel corso degli anni '90, la griffe Max Mara presentò nel 2006 una collezione di miniabiti abbinati a tacchi alti e leggings neri. Da lì in poi tutte le case di moda e vari designer li hanno inseriti nelle collezioni, variandone la decorazione: jeans, tinta unita, righe o fiori, black & white, animalier maculati o zebrati, liquid in lattice aderentissimi, glitter con paillettes o colori fluo.

Solitamente sono realizzati in lycra, o in filati misti di nylon e cotone o poliestere, ma esistono anche modelli realizzati in lana o seta.
Negli ultimi anni ne sono stati prodotti di diversi modelli anche con tessuti particolari che risultano molto lucidi (tipo latex).

Does and doesn't
Il problema dei leggings è che essendo molto aderenti tendono ad enfatizzare i difetti. E a meno che non siete delle modelle filiformi con gambe chilometriche vi sarà sconsigliato di indossarli. Secondo me non è un problema di aspetto fisico ma di come abbinarli ad altri capi. Molto spesso in giro vedo ragazze curvy e non che portano legging abbinate a magliette parecchio corte. Risultato: Mutande in vista e sconcerto delle persone che incrocerete in strada che vi chiederanno se per caso non vi siete dimenticate i pantaloni a casa.
Perchè farsi del male da sole? Sceglietene di coprenti e sbarazzatevi  delle magliettine (queste potete indossarle con gonne, non inguinali, in tinta unita, come in questo post). Preferite invece quelle oversize o i miniabiti. La cosa più importante è ricordarsi di avere un certo decoro quando ci si veste. 
Stendiamo un velo pietoso sui leggings color carne, cipria o rigor mortis....Chi li ha pensati doveva essere sotto effetto di qualcosa. Risultato: con quelli sembrerà che avete lasciato anche le mutande a casa.

Gli shorts:

Breve storia
Gli short cominciano ad essere utilizzati principalmente negli Stati Uniti fra il diciannovesimo ed il ventesimo secolo dai bambini maschi fino all'età dell'adolescenza. In alcune scuole i pantaloncini facevano parte della divisa, associati con calzettoni lunghi. Quando i ragazzi arrivavano all'adolescenza, i pantaloncini venivano sostituiti dai pantaloni normali, relegando nella mentalità collettiva i pantaloncini ad indumento per l'infanzia, nonostante i soldati che operavano in zone tropicali, utilizzassero una divisa con pantaloncini.
Dalla metà del ventesimo secolo gli short sono entrati a far parte dell'abbigliamento, sia maschile che femminile, di tutte le età, benché siano comunemente considerati capi da indossare in situazioni piuttosto informali. In ambienti e situazioni formali o lavorative, gli short sono spesso sconsigliati, laddove non siano espressamente proibiti. Nei paesi del medio oriente i pantaloncini hanno molto meno diffusione fra gli uomini, e sono quasi del tutto impensabili per una donna. Questo costume è principalmente dovuto ai tabù sociali e religiosi relativi al considerare immorale per una donna mostrare le proprie gambe.
Attualmente i pantaloncini variano per design, lunghezza e materiale. Fra i modelli più diffusi sicuramente vanno ricordati i Bermuda, dotati di tasche e passanti per la cintura. Dagli anni ottanta in avanti sono diventati molto popolari gli short realizzati in jeans lunghi fino al ginocchio per gli uomini, e fino alla coscia per le donne. Gli shorts sono anche ampiamente utilizzati nello sport, e spesso realizzati in materiale tecnico per favorire le performance dell'indossatore.
Gli short che si estendono fino oltre la metà del polpaccio vengono chiamati pinocchietti.
Does and doesn't
Chi ha ancora un briciolo di decoro mi potrà capire. Penso che sia poco bello ritrovarsi per strada orde di tredicenni con degli shorts così short che avrebbero fatto più bella figura ad andare in giro in mutande. Su questi si può solo stendere un velo pietoso e nulla più. Ma se vi piace indossarli vi consiglio di non sceglierli inguinali (un pò di pudore, per l'amor del Cielo!) e di non indossarli con maglie oversize. O verreste additate come nemiche dei pantaloni.

Gli stivali cosiddetti "estivi"
Non si sa bene chi sia il genio dietro questo tipo di calzatura. Fatto sta che stanno diventando una piaga per l'umanità. Trafori un paio di stivali (per evitare senza risultato l'effetto sauna) e magicamente diventano estivi. Poi magari li indossi con un bel paio di shorts, magari ci aggiungi un cappello e sei pronta per andare a mungere mucche e atteggiarti a Daisy Duke dei poveri. 
Livello trash: troppo alto per poterlo contare.
Does and doesn't
Se li avete buttateli (o usateli per andare a mungere le mucche). E non riciclate quelli che avete comprato l'autunno scorso come ho visto fare a parecchia gente!
Altro appunto: se disgraziatamente ne avete un paio spuntato o peggio ad infradito è ora che li buttiate nel primo bidone dell'indifferenziata.

Love
  

venerdì 31 maggio 2013

Outfit of the day + nail art inspired: Tribal&Coral

Salve girls! Inizia il week end e indovinate? Piove! -__-'''' Mentre la primavera è ancora in sciopero rallegriamoci il look con colori fluo e un pò di stampa tribal. Intanto incrociamo le dita e facciamo la danza del sole -_-'
L'outfit del giorno è composto da:
-Camicia denim vintage (la stessa di questo post)
- Camicia smanicata con applicazioni sul colletto (Tally Weijl € 12,00)
- Leggings Tribal (si trovano in qualsiasi mercatino per pochi euro)
- Tomato heels (Forever21 € 5,00)
Sono tutti capi molto facili da mixare con altro (nei prossimi post potrete vedere come).
Per la nail art (in 2 soli step!) mi sono ispirata al colore della camicia e alla stampa dei leggings.
Occorrente:
- base coat
- smalto fluo
-smalto nero
-smalto beige
-smalto nero
- top coat

Step 1. Applicate la base. Lasciate asciugare e applicate lo smalto beige. Sull'anulare applicherete lo smalto bianco. Lasciate asciugare
Step 2. Tracciate il contorno delle unghie con lo smalto fluo. Lasciate asciugare.
Apro una piccola parentesi per questo smalto: so che è molto di moda ma non abusatene. E' creato appositamente per unghie finte. Se volete usarlo vi consiglio di stenderne piccole quantità e mai sull'unghia senza base. Usatelo solo per dare un tocco in più alla nail art, come ho fatto io.
Continuate la decorazione disegnando sull'unghia dell'anulare con lo smalto nero triangoli, puntini, linee zigzag... Lasciate asciugare e finite col top coat.

Happy "low" look of the day!
Love
  

venerdì 24 maggio 2013

Rosie

Buon venerdì :D
Ispirazione della manicure del giorno: Rose color corallo e la primavera. 

Ve la ricordate la primavera? Lei di noi si è sicuramente scordata...starà ancora in vacanza alle Fiji. E chi le potrebbe dar torto, con questo freddo!
Ormai l'unico modo in cui possiamo respirare un pò di primavera è mettendo ogni tanto il naso nel guardaroba nuovo che ormai sta a prendere polvere in un angolo.

Le più speranzose indossando sandali e camicine spesse quanto carta velina sfidando i 16 gradi all'ombra. Della serie la speranza e l'ultima a morire però l'inverno pare immortale.

Vabbè, basta divagare...


Per questa nail art vi occorrono:
-Pazienza
-Mano ferma
-Un pomeriggio libero
Questi primi tre ingredienti sono importantissimi. Specialmente la prima...
-Top coat trasparente e glitter
- Base coat
-Smalto per french bianco e rosato
-Smalto verde di due sfumature
-Smalto nero
-Smalto rosa di varie sfumature + Lasting Color 509 Fluo Coral di Pupa
-Pennelli per nail art di varie misure
Step 1.
Stendete la base, lasciate asciugare e procedete come se voleste fare una french.
Stendete lo smalto rosato, lasciate asciugare e procedete a disegnare le lunette. Io l'ho fatto a mano libera, però vi potete aiutare con le guide apposite. Lasciate l'anulare con la sola base per applicare lo smalto a contrasto.
Step 2.
Dopo aver lasciato asciugare lo smalto perfettamente (potete anche usare Express Dry Drops di Essence per velocizzare la cosa) potete procedere con la decorazione.
Usate un piattino di plastica come tavolozza e lasciate cadere qualche goccia di smalto rosa per disegnare le rose. Siccome saranno molto stilizzate e facilmente realizzabili anche se non sapete disegnare molto bene.
Sfumate le varie tonalità di rosa per ottenere il colore che più vi piace. Disegnate le foglie col verde e delineate i contorni col nero. Lasciate asciugare molto bene.
Step 3.
Applicate lo smalto Lasting Color 509 Fluo Coral sull'unghia dell'anulare. Oppure fate al contrario e decorate solo un'unghia.
Come ho fatto io sulle unghie della mano destra:
Applicate il top glitter o quello trasparente.


Love
  

martedì 21 maggio 2013

Look of the day: Denim girl

Morning girls! Oggi un saluto d'oltreoceano per parlare di un capo internazionale con l'anima tricolore (pare infatti che i jeans hanno avuto a Genova, più precisamente nel suo porto e nel suo fervore commerciale, la tappa iniziale del loro lungo cammino per le vie del mondo). 

Breve storia del jeans:
Già nel XV secolo la città di Chieri (Torino) produceva un tipo di fustagno di colore blu che veniva esportato attraverso il porto antico di Genova, dove questo tipo di "tela blu" era usata per confezionare i sacchi per le vele delle navi e per coprire le merci nel porto. Il termine inglese blue-jeans infatti si pensa derivi direttamente dalla frase bleu de Gênes ovvero blu di Genova in lingua francese.
Secondo altre versioni i pratici e resistenti "calzoni da lavoro" erano in tempi remoti cuciti con tela di Nîmes (de nimes e poi denim) di color indaco ed erano indossati dai marinai genovesi. Nîmes era la concorrente diretta di Chieri nella produzione di questo tessuto, ma in ogni caso sembra certo che la trasformazione da pezzi di tela a indumento avvenne proprio nella città di Genova.

Nel 1853, in seguito alla scoperta dell'oro in California, Levi Strauss aprì a San Francisco un negozio per vendere oggetti utili a lavoratori e "cercatori d'oro". Comprò anche dei tessuti per le tende che poi utilizzo per fabbricare dei grembiuli da lavoro. Questi ultimi inizialmente erano poco resistenti e scomodi. Strauss provò a migliorarne le qualità utilizzando il denim, un tessuto resistente, pesante e di colore blu. Uno dei suoi clienti, un sarto di nome Jacob Davis, anch'egli fabbricatore di vestiti con il denim si unì a lui e presto (precisamente il 20 maggio 1873) Strauss e Davis idearono il primo vestito: nacque il jeans denim.

Persino Giuseppe Garibaldi, che già era stato un marinaio nella Superba, durante lo sbarco dei mille a Marsala indossò come molti dei suoi garibaldini un paio di "genovesi", oggi conservati a Roma presso il Museo centrale del Risorgimento all'interno del Vittoriano.

Fino alla Seconda Guerra Mondiale il jeans rimane un abito da lavoro, per poi diventare, nel dopoguerra, un indumento da tempo libero.
 In Europa arriva alla fine della Guerra, con le armate americane vincitrici.

Poco dopo con il cinema americano degli anni '50 i jeans entrano nelle case dei giovani insieme ai primi idoli del cinema e del rock'n'roll: da James Dean a Elvis Presley. 
In questo periodo il jeans diventa il simbolo della ribellione giovanile, delle bande, della voglia dei giovani di prendere le distanze dall'ipocrisia del mondo adulto. I "sessantottini" scelgono il pantalone azzurro quale uniforme.

Alla fine degli anni '70, col declino della contestazione, le varie griffe si impadroniscono del jeans, quale capo di abbigliamento elegante.
In questo periodo il famoso pantalone si diffonde tra i giovani di tutto e diventa il pantalone preferito dai giovani, il più portato in assoluto. 

A partire dagli anni '80 qualsiasi ditta di abbigliamento produce una propria linea jeans. 

Come vedete il denim ci ha sempre accompagnato, con stili e forme diverse durante l'arco della storia.

Ma veniamo ai giorni nostri. Il jeans è un capo basic che tutte abbiamo nel nostro guardaroba, sotto forma di giacche, pantaloni, vestiti, gonne e chi ne ha più ne metta... Le star di Hollywood lo indossano volentieri e in molte produzioni cinematografiche il jeans diventa co-protagonista.
 
Il capo da avere assolutamente nel guardaroba è una camicia in denim. Un vero passepartout: la si può indossare da sola, come giacca, con dei jeans per un look total denim, con una gonna per un look più girly.
Proprio come ho fatto io in questo outfit del giorno:


Ho abbinato vecchia camicia di jeans alla gonna di forever21 che avevate già visto in questo post.
Per un look più comodo potete abbinare delle ballerine (di colore blu elettrico o corallo o nero), di converse o di stivali (sconsigliati se siete basse come la sottoscritta perchè mozzano il polpaccio e accorciano ancora di più!). E' un look molto versatile che sta bene sia con scarpe basse che con plateau. 
Piccoli tips per indossare al meglio l'outfit:
Se siete in carne calzate perfettamente la camicia sotto la gonna e indossate quest'ultima a un palmo di distanza sotto seno. Così mascheriamo la pancetta e "alziamo" il punto vita facendo sembrare le gambe un pò più lunghe.
Per gli accessori potete puntare sia per un look più rock che per uno più girly.

Happy "low" look of the day!
Love
  

giovedì 11 aprile 2013

Look of the day: Black&blue

Buon giovedì! Sapete quanto mi piaccia il brand forever21 e quanto adori fare shopping online a prezzi "low", quindi oggi vi post un altro look! 

Il blu è il mio colore preferito quindi mi piace indossarlo molto spesso. Ho abbinato questa shirt con scollo a V sulla schiena ad una gonna "A-line" (entrambe forever21 +size), calze a pois e sandali t-strap(gli stessi indossati in questo post). Il tutto accessoriato con occhiali wayfarer.


Wayfarer con piccole croci sulla montatura

Vi scrivo anche i prezzi:
- Gonna A line: € 9,71
- T-shirt con scollo sulla schiena € 5,99
- Wayfarer € 5,90
- Anello con croce € 1,90 (potete trovarne uno simile con strass qui)

Happy "low" look of the day!
Love
  

lunedì 25 marzo 2013

Look of the day: Sniny leopard+faux leather

Buon Lunedì! Spero abbiate passato un buon week end!
Oggi vi posto il mio look of the day.
Vi avevo già accennato dei miei acquisti forever21 in un altro post. Oggi ho abbinato la gonna leopardata (che potete trovare qui) a stivaletti borchiati e chiodo (di finta pelle!). 



Mi piace il look rock. Col rock non si sbaglia mai xD
 E' un outfit facile da portare, grintoso e comodo, nonostante la gonna. 
Capi basic come il chiodo di pelle e una semplice shirt si sposano alla perfezione con un capo così particolare. La gonna fa parte della collezione +Size offre quindi grande vestibilità e "non strappa, non stringe e non stressa" xD

Ricordate che la cosa migliore da fare, non solo in tempo di crisi, è re-inventare i capi che abbiamo già nel guardaroba, abbinandoli fra loro. Sperimentate e create il vostro stile!
Love
    

venerdì 8 marzo 2013

Nude&Black

Tra gli ultimi color trends riguardo agli smalti c'è il nude, adatto ad ogni look, chic, romantico, trendy! Oggi vi propongo due varianti che lo vedono protagonista insieme a un grande classico: il nero.

Edgy sparkle
Preparate gli "attrezzi del mestiere":
- base coat
- smalto nude
- smalto black
- top coat trasparente
- cristalli

1 Step. Preparate le unghie. 
Limatele secondo il vostro gusto e applicate il base coat, lasciate asciugare. Applicate lo smalto nude. Se serve fate una seconda passata. Lasciate asciugare molto bene e passate al 2° step.

2 Step. Let's contour!
Con un pennello da nail art piuttosto fine contornate le unghie con lo smalto black.

3 Step. Shine on!
Applicate i cristalli per dare un tocco più sparkle al tutto!

4 Step. Finish.
Per un finish lucido applicate il top coat.

Matte shine
Vi occorrono:
- base coat
- smalto nude
- smalto black
- cristalli
- top coat trasparente
- top coat mat

1 Step. Dopo aver preparato le unghie stendete la base, lasciate asciugare e applicate lo smalto black. Lasciate asciugare molto bene.

2 Step. Top coat & sparkle time!
Applicate il top coat mat sullo smalto black e quello shine sul nude, lo dovrete applicare 2 volte: la prima per far aderire meglio i cristalli all'unghia e la seconda per "inglobarli" e farli tenere saldi.

Sono due manicure molto semplici e veloci da fare!
Love 

Pop newspaper mani

La primavera è alle porte, però per combattere i rimasugli di grigiore invernale oggi vi spiego come fare la newspaper mani. (Era ora che "tornassi al lavoro" con una nail art!)
E' molto facile da realizzare e soprattutto ci aiuta anche a riutilizzare le riviste. Cominciate col fare incetta di fogli di riviste (penso si possano utilizzare anche i fogli di quotidiani, ma se volete andare sul sicuro fate come me), versate uno shot di vodka (serve solo per la manicure!) e scegliete gli smalti da usare.
Let's do it!

Step 1. Stendete il base coat, lasciate asciugare. Stendete i vostri smalti preferiti e lasciate asciugare molto bene (una mezz'oretta dovrebbe bastare).

Step 2. Ritagliate le lettere o le frasi dai giornali che avete scelto, e immergeteli uno alla volta nella vodka. Magia della "chimica" il pezzetto di giornale si trasforma in uno stampino! Pressatelo sull'unghia e avrete la vostra manicure stampata.

Step 3. Non preoccupatevi dei residui, spariranno magicamente con un velo di top coat e sarete pronte a mandare messaggi all'Universo in punta di dita!

Et voilà! Manicure e riciclo-creativo!
Love

giovedì 7 marzo 2013

Ricostruzione unghie...parliamone seriamente!

La moda delle unghie ricostruite è diventata una moda e poi una mania, un diktat, un imperativo categorico per chi desidera essere alla moda o ambisce ad avere mani sempre perfette o non riesce a far crescere le unghie naturalmente. 
Chi mi segue da un pò sa che sono ostinatamente contraria, però cercherò di non farmi trascinare dal preconcetto mentre ve ne scrivo in questi pochi punti.

Punto primo: 
La ricostruzione unghie va effettuata da un onicotecnica, cioè qualcuno che abbia studiato realmente e conosca la morfologia dell'unghia. La qualifica di onicotecnica si puo' avere frequentando SOLTANTO le scuole autorizzate dalla Regione di appartenenza e non sono mai inferiori alle 200 ore di corso.
Oggi in Italia non esiste una normativa che definisca con precisione l'attività di onicotecnica e purtroppo sono ormai disponibili ‘sul mercato’ professioniste che operano a livello individuale, in casa propria o presso le clienti, praticando a prezzo ridotto la ricostruzione.
E’ questo il caso di estetiste che ampliano le proprie competenze, ma anche di casalinghe, di persone che vogliono arrotondare lo stipendio, di chi magari ha iniziato per farsele da sola e poi, di parente in amica, ha finito per allargare il giro. Non intendo negare le loro capacità, ma è opportuno indagare, nel senso più ampio del termine, sulla loro formazione, sull’esperienza e sul tipo di materiali utilizzati.

Punto secondo:
La ricostruzione delle unghie vera e propria nasce con la resina acrilica mentre il gel è un prodotto nuovo e tante case cosmetiche improvvisano miscele molto pericolose pur di far parte del mercato. C’è poi la minaccia di prodotti non controllati di basso costo che sono i più pericolosi e dannosi per la salute delle vostre unghie.
Il prodotto utilizzato maggiormente in Italia per la ricostruzione unghie è il GEL che è una SOSTANZA CHIMICA già preparata contenente resina acrilica con aggiunte di fluidi stabilizzanti e adesivi che si asciugano con una speciale lampada a raggi UV (ed occorrono 4 bulbi da 9 watt ossia un totale di 36 watt di potenza che è minima rispetto alle lampade abbronzanti, ma è comunque una esposizione continua a questi raggi. Ci sono poi alcuni studi che, non so quanto possano essere veritieri, affermano che la prolungata esposizione a queste lampade possano portare a rischi tumorali).
Le unghie subiscono un forte calore improvviso che danneggia i vasi sanguigni (capillari posti sotto le unghie da cui esse traggono ossigeno e nutrimento). L’esposizione a questo forte calore più i componenti chimici causano dei grandi traumi specie su unghie già deboli di natura o che sono state eccessivamente limate e pretrattate con acido (cioè il PRIMER).
Per questo anche solo dopo una ricostruzione le unghie sono ormai rovinate.

Inoltre richiedono comunque delle cure...Si scheggiano e si rompono anche loro e ogni 3 settimane circa richiedono il 'ritocco' cioe' il riempimento della base dell'unghia dove inizia a comparire l'unghia naturale appena cresciuta. E se state troppo con le mani nell'acqua e a contatto con agenti chimici (detersivi) tendono comunque a logorarsi.

[I migliori prodotti per la ricostruzione unghie sono SOLO americani (sempre loro xD) quindi piuttosto costosi. Come si può allora fare una ricostruzione unghie con un costo al di sotto dei 50 euro? C'è una sola risposta: prodotti scadenti e "onicotecniche" inesperte.]

Punto terzo:
Se avevate già unghie deboli e fragili prima, figuratevi dopo...
Togliendo definitivamente la ricostruzione, le unghie potrebbero risultare corrose, scavate e peggiorate nell’aspetto naturale, colpa dei prodotti applicati e dallo "sfregamento" che si fa per scrostare dalle unghie tali prodotti. Molto spesso sono soggette anche a micosi, tutti questi "contro" sono dovuti anche al livello di professionalità dell'onicotecnica, ma le unghie si assottiglieranno comunque perchè hanno subito parecchio stress e avranno bisogno di più cure di prima.
Suppongo che anche la stratificazione di "roba chimica"non faccia molto bene all'unghia.

Punto quarto:
Le unghie ricostruite potrebbero essere erroneamente considerate una "bellezza". Certo fanno miracoli quando si hanno unghie piuttosto corte e si ha la tendenza a rosicchiarle!
Cosa c'è di bello nell'avere unghie dall'antiestetico aspetto finto? Potranno pure essere decorate, ma sotterrarle sotto ammassi di perline, strass e quant'altro non le renderà più "naturali". 
De gustibus....

Punto quinto:
L'unica vera soluzione per avere unghie belle, forti e lucide viene dall'alimentazione!
Le unghie sono costituite dalla cheratina, che è una sostanza proteica che le rende dure e compatte e tutto dipende dalla nostra alimentazione che se errata ovviamente causa scompensi e malfunzionamenti dell’organismo sia all’interno del corpo, sia all’esterno.
Facciamo un'analisi dell'unghia:
unghie con macchie bianche in tutte e dieci le dita (non qualcuna) è il segnale che il fegato è in crisi quindi va disintossicato da zuccheri, grassi e aiutato integrando fibre depurative.
Cambiamenti o anormalità delle unghie, derivano spesso da carenze dietetiche o sono sintomi di malattie o condizioni patologiche in atto, ma andiamo a vedere qualche sintomo e la relativa carenza:
La carenza di vitamina A e di calcio provoca la mancanza di elasticità e la fragilità.
La carenza di vitamine B provoca la fragilità e in più striature verticali e orizzontali, soprattutto la carenza di vitamina B12 è causa unghie secche, arrotondate, scure e con le estremità che si curvano.
L’insufficienza di proteine, di acido folico e di vitamina C provoca il sollevamento delle “pellicine” ai bordi delle unghie e se si notano in più delle striscie bianche. Oltre tuttto la mancanza di proteine di acido folico e di vitamina C provoca una insufficiente presenza di batteri come il lactobacillus causa infezioni micotiche attorno alle unghie.
La mancanza di ferro è la causa di righe verticali e unghie “a cucchiaio”. Molto importanti in questi casi sono gli integratori di proteine che aiutano a costruire l’unghia nuova.
La vitamina A serve per assimilare le proteine, il calcio, il magnesio e la vitamina D sono necessari per la crescita delle unghie, il ferro, lo zolfo, il lievito di birra, il silicio, la vitamina B servono per irrobustire le unghie.

Concludo dicendo che la ricostruzione non è la soluzione giusta per avere mani perfette è solo quella più veloce. Però se doveste decidere di farla ricordate di pretendere professionalità! Vi sconsiglio di farla in casa da sole (a meno che non siate vere onicotecniche, però di solito lo spacciatore non si fa con la roba che spaccia u_u) prendete invece un buono smalto e un acetone non aggressivo e sbizzarritevi!
Spero che grazie a questo post possiate aver capito di più sul finto mondo della ricostruzione unghie. Naturalmente non troverete mai delle "onicotecniche" che vi sconsiglieranno di fare la ricostruzione (anche se di oneste ce ne sono sicuramente) sarebbe come l'oste che dice al cliente di non bere il suo vino scadente.
Aggiungo solo un'ultimissima cosa: molte di noi cercano di usare prodotti più naturali possibili, senza petroli e suoi derivati, senza PEG e altre schifezze simili. Non è quindi un controsenso farsi spalmare questi gel acrilici sulle unghie? Già quando usiamo gli smalti (che di naturale non hanno niente) ci roviniamo le unghie (io ad esempio tra una manicure e l'altra faccio passare almeno una settimana e cerco di nutrire le unghie il più possibile) non è abbastanza?


Se anche voi siete d'accordo con me, postate l'immagine nei vostri blog!
Love & natural nails
    

N.B: Questo post non è volto a creare allarmismi di alcun genere sono solo le mie considerazioni di NON addetta ai lavori. 

martedì 26 febbraio 2013

How to: Hennè per capelli. Review, tips & considerazioni

Salve a tutte!
Ultimamente ho letto un articolo in cui si parlava di capelli rossi. A quanto pare i portatori naturali di chioma fulva si stanno estinguendo...In compenso stanno aumentando le rosse "innaturali". 
La fase "mi tingo i capelli di rosso" sembra accompagnare da sempre la vita delle donne. (La mia non è ancora finita). 
Perciò da un pò avevo deciso di diventare rossa (altre donne della mia famiglia hanno avuto lo stesso pensiero xD). 
Farlo in modo chimico non l'ho nemmeno preso in considerazione sia per il costo che per l'effetto per niente salutare. 
Grazie a mia cugina ho provato l'hennè e mi sono trovata davvero bene! Il costo è irrisorio ed è del tutto naturale.

Breve storia sull'hennè (tratto da Catherine Cartwright-Jones)

 Le donne e gli uomini orientali si servono da sempre dell'hennè. 

Gli hammam erano luoghi affascinanti e rilassanti dove la gente si recava per passare la maggior parte del giorno e dove era possibile non solo occuparsi della propria igiene personale, ma anche stringere amicizie, aggiornarsi sul gossip, ricevere un massaggio e uno shampoo. Uomini tutti agghindati pettinavano la loro barba e capelli e per le occasioni speciali li tingevano con hennè e indigo. Alcuni viaggiatori occidentali, tuttavia, inorridivano nel trovarsi i capelli, la barba e i baffi insozzati di quella fanghiglia verde e non potevano fare a meno di urlare al barbiere: "Fermo! Cos'è questo fango?" Quando il "fango" veniva risciacquato essi si rendevano conto che i capelli bianchi erano scomparsi e che la loro chioma risultava sana e lucente e riportavano l'esperienza vissuta nei loro diari di viaggio. Essi però non sapevano nulla su quella fanghiglia verde eccetto che si chiamasse hennè. 
L'ingresso agli hammam non era del tutto libero: c'erano giorni riservati agli uomini e giorni riservati alle donne. Alle donne, in particolare, era richiesto di andare all'hammam almeno una volta al mese per purificare il loro corpo dopo il ciclo mestruale. La notte prima di recarsi all'hammam, preparavano le loro miscele speciali di hennè e indigo, che avrebbero applicato l'indomani su capelli, polpastrelli, unghie e piante dei piedi con l'aiuto di mani esperte. [...]


Con l'intensificarsi delle relazioni commerciali tra i paesi europei e la Turchia, grazie all'espansione coloniale, l'hennè iniziò ad essere esportato in Europa insieme a tappeti, thè ed altri beni di lusso. Le donne che popolavano gli harem del Medioriente venivano percepite nell'immaginario europeo come creature misteriose e sensuali, tanto affascinanti quanto irraggiungibili, selvagge e desiderabili al contempo.
Le donne europee ed americane divoravano i romanzetti "pulp" ambientati nell'Oriente esotico, che sorprendevano e solleticavano la loro immaginazione rendendole desiderose di una vita piena di lussuria, ricchezza, passione e di qualsiasi altra cosa trovavano mancasse nelle loro vite. [...]

Le donne europee più ardite iniziarono a tingere i loro capelli con l'hennè a partire dalla seconda metà del XIX secolo e iniziarono nello stesso periodo a sperimentare la pittura delle unghie e delle piante dei piedi: in questo modo potevano avere proprio quel fascino che credevano fosse tipico della vita delle donne mediorientali. Si adagiavano su tappeti persiani e turchi, si circondavano di oggetti orientali e assumevamo egocentriche posture esotiche. [...]

Durante il tardo periodo Vittoriano e nel primo periodo Eduardiano le donne facevano crescere i propri capelli sfoggiandoli in chignons, acconciature raccolte e ciuffi e molte di loro utilizzavano l’hennè per mantenere i capelli lucidi, lisci, folti e per coprire quelli grigi. [...]

Nei primi anni del 1900 le donne statunitensi desideravano tingersi i capelli con l’hennè, merce d’importazione esotica e difficile da reperire. Provarono perciò ad utilizzare tinte a base vegetale impiegate nell’industria tessile, ma non erano adatte per colorare i capelli poiché avevano bisogno di una bollitura e di additivi caustici. Provarono anche prodotti chimici, comprese le nuove tinture a base di catrame di carbon fossile utilizzate nell’industria tessile e nella tintura di pelli, come la Para-fenilendiammina, sostanze potenzialmente mortali. Nel febbraio del 1928, in seguito ad una serie di avvelenamenti accaduti a New York provocati da tinte contenenti Para-fenilendiammina, un fisico scrisse un articolo intitolato “Devo tingermi i capelli?” che apparse sulla rivista "Good Housekeeping". Il dottore affermò in modo perentorio che l’unico metodo sicuro per tingersi i capelli era l’hennè. Per questo motivo nel 1926 ci fu una modifica al Codice Sanitario della città di New York, finalizzata a proibire l’uso di sostanze chimiche pericolose contenute nelle tinte per capelli e nei cosmetici. Nonostante ciò le donne volevano continuare a tingersi i capelli e questa legge non ebbe molto successo. (cosa non si fa per essere belle e alla moda!) [...]

Durante gli anni 20 e 30 l'hennè e i mix a base di hennè, indigo e cassia (denominati anche hennè rosso, hennè nero e hennè neutro) e altre sostanze chimiche dominarono il mercato delle tinte per capelli, arrivando al punto di identificare tutte le tinte con la parola "hennè". Veniva venduto persino l’”hennè bianco”, che ovviamente non aveva a che fare con l’hennè vero e proprio, bensì consisteva in una polvere minerale bianca e alcalina da mischiare insieme al perossido in modo da ottenere un biondo platino sullo stile della divina “Jean Harlow". 
I problemi di la salute che potevano essere causati da queste formule segrete, come pure i rischi legati alle condizioni non igieniche nelle quali avveniva applicata la tinta, portò alla creazione di regolamentazioni, corsi di formazione e emissione di licenze per i cosmetologi americani degli anni 30. Questo fu un bene perché preparò i cosmetologi a trattare più accuratamente sostanze chimiche potenzialmente pericolose, ma sfortunatamente favorì le tinture chimiche a scapito di quelle naturali, senza riconoscerne i potenziali effetti sulla salute. C’era una forte tendenza a “farsi scientificamente belle attraverso la chimica moderna” e man mano che le edizioni dei testi di cosmetologia venivano aggiornate, la conoscenza dell’hennè diminuiva, fino a ridursi a note brevi e poco accurate accompagnate da una forte raccomandazione: “evitare assolutamente”. Finché non c’era modo di dire cosa si trovasse in una scatola di hennè, l’avvertimento “evitare assolutamente” aveva un senso, perché molti degli additivi non citati reagivano disastrosamente con le tinture artificiali.
 Lucile Ball e altre bellezze di Hollywood tingevano i loro capelli con l’hennè puro quando se lo potevano procurare. L’hennè veniva esportato negli Stati Uniti dall’Egitto e non cresceva nell’emisfero occidentale (tranne che in pochi posti dei Caraibi, dove era coltivato da immigrati indiani). La fornitura di hennè negli Usa era scarsa e inaffidabile, e gradualmente cadde in disuso. [...]


Ad ogni modo i benefici dell’hennè venivano dimenticati a favore delle più economiche, maggiormente pubblicizzabili e sicuramente più remunerative tinture chimiche e i rischi ad esse correlati venivano ignorati.
L’hennè continua ad essere la tintura preferita nel Nord Africa, nella Penisola Arabica, in Oriente e nell’Asia del Sud, sebbene i prodotti di bellezza occidentali a base chimica siano preferiti da chi crede che “il moderno è sicuramente meglio”. Altri preferiscono l’hennè alle tinture artificiali perché è espressione della loro storia e della loro eredità culturale, oltre per il fatto che rende i capelli sani e bellissimi.

Ma veniamo a noi!
L'hennè che ho utilizzato è della marca Sitarama (lo trovate in erboristeria a € 6,00). 
Ho voluto provare prima l'hennè naturale-Cuivre, il colore era di un bel rossiccio naturale (quasi tendente all'arancio) ma siccome il mio intento era di averli molto più rossi e scuri ho rifatto l'hennè rosso intenso - Auburn (ha una percentuale di pigramato perciò non vi consiglio di farlo sempre).
Il colore risulta di un bel rosso piuttosto intenso con sfumature più chiare (grazie anche all'hennè Cuivre)
Naturalmente il risultato cambia in base al vostro naturale colore di capelli e al tempo di posa. Alcune persone utilizzano l'hennè su capelli tinti chimicamente, non so però quale potrebbe essere il risultato (se qualcuna sa lasci un commento :D)

How to:
Prima cosa da sapere: l'hennè tinge molto quindi coprite qualsiasi superficie con fogli di giornale e buste di plastica. Armatevi di guanti, pellicola e asciugamani sacrificabili nonchè di molta pazienza e di una persona di buon cuore che vi cosparga la testa di fanghiglia dall'odore di thè.

Io ho seguito scrupolosamente le istruzioni nella scatola aggiungendo in più solo un cucchiaio di aceto di mele su consiglio dell'erborista. Piccolo appunto sulle istruzioni: leggete quelle in inglese! (quelle in italiano non sono sono tradotte di schifo ma saltano alcuni passaggi).
L'hennè va applicato sui capelli puliti e asciutti perchè deve penetrare nel capello perciò fate uno shampoo (leggete gli inci mi raccomando!)
Per i capelli lunghi (a me arrivano all'altezza del seno) usate tutta la bustina di 100gr. Versatela in un recipiente molto capiente e stemperatela con acqua calda e un cucchiaio di aceto di mele. Usate un mestolo di legno o simili, vietati i cucchiai di metallo o di plastica! Lasciate raffreddare e poi fatevi cospargere i capelli accuratamente (non lesinate con le quantità). Impacchettatevi la testa con la pellicola, una cuffia e un'asciugamano per tenere il tutto al caldo. Potete anche riscaldare il tutto per alcuni minuti con un phon. Lasciate in posa in base al vostro colore di capelli di base (trovate la tabella nelle istruzioni).
Risciacquate accuratamente e asciugate i capelli!

Considerazioni:
I capelli hanno un'aspetto magnifico! Sono morbidi, setosi, lucenti e rossi! Anche se profumano tremendamente di thè ed erbe varie.

Ho letto di molte persone che lasciano l'hennè riposare tutta la notte, lo mescolano col thè e ci aggiungono di tutto, dall'olio allo yogurt (poi si ritrovano con i capelli secchi come la stoppa). L'olio ve lo sconsiglio, è vero che nutre i capelli ma l'hennè scivolerebbe via e non aderirebbe bene. Lo yogurt potrebbe essere una buona variante invece. Con l'aceto andate sul sicuro! 
Concludo dicendo che l'hennè non è solo l'alternativa alle tinte chimiche ma dovrebbe essere l'unico modo per colorarsi i capelli. Perchè è naturale. Perchè finite le 2-3 settimane si toglie completamente senza lasciarvi i capelli di un colore improbabile (come quando si stingono le colorazioni chimiche) e non stressa i capelli e il cuoio capelluto. (Inoltre lo stesso che si utilizza per i capelli può essere usato anche per fare i tatuaggi, a patto che sia naturale al 100% :D)

Spero di esservi stata d'aiuto almeno un pochino :)
Love

martedì 12 febbraio 2013

Blast from the past: Flapper girl

Salve a tutte!
Buon Carnevale! Sulla pagina fb vi avevo già accennato che vi avrei postato un travestimento carnevalesco.

Siccome sono una grande appassionata di moda e costumi degli anni passati, la mia ispirazione per questo post sono state le Flapper girl dei ruggenti anni 20.  

Chi sono le Flapper girl e qual è il loro stile:
Il dizionario definisce un flapper come - "Una giovane donna, in particolare del 1920,che ha mostrato disprezzo per il vestito tradizionale e il comportamento." Le Flapper Girl erano le ragazze degli anni '20 che vivevano a ritmo di Jazz e che rivoluzionarono il modo di vestire dell'epoca. 
Quelle ragazze disinibite rappresentarono una vera rivoluzione femminile per l'epoca: fumavano, ascoltavano la musica jazz, bevevano, detestavano i luoghi comuni, portavano i capelli alla maschietta e gli abiti corti. Con i loro vestitini fatti di frange si muovevano allegramente al suono del charleston. Erano fatti di tessuti leggeri, come crepe o chiffon, dalle linee morbide e con scollature quadrate e ovali, con la vita bassa.  Messe al bando le lunghe chiome, le ragazze osavano scoprire il collo con il taglio à la garçonne:caschetti liscissimi con la frangetta corta, oppure con onde laterali che incorniciano il viso, magari adornati da un fermacapelli scintillante. Ma anche fasce e fascette adornate di piume e paillettes, o deliziose cloche. Il viso bianco, gli occhi contornati dalla matita nera, le labbra rosso fuoco e le sopracciglia sottilissime. Al collo lunghissime collane di perle da annodare. Appuntate su cappelli, colli di giacche e cappotti, spille elaborate. Le scarpe diventano un accessorio indispensabile. Vanno di moda Mary Jane, decolleté col tacco e il cinturino, per non perderle mentre ci si scatena in pista, le T Bar, anch'esse ottime per ballare, e le brogues bicolore.Spuntano le stole, di stoffa o di pelliccia, a sostituire l'inflazionato boa di boa di piume di struzzo.
Piccolo dizionario di una flapper:
"Manette": anelli di fidanzamento
"Spremilimoni": ascensori
"Ombrelli": uomini da usare come accompagnatori il pomeriggio e scaricare la sera.
"Rock of ages": tutte le donne oltre 30 anni di età.
(altre info potete trovarle su Glamour Daze)

Come diventare una flapper (trucco, parrucco, accessori e abito)
Il trucco era molto importante e anche molto scuro. Le sopracciglia sottilissime e le labbra a cuore rosse.


Gli occhi:
La cosa importante è stendere un colore molto scuro, lasciando al centro della palpebra mobile un punto luce. (Preparate prima l'occhio con un primer). 
Le sopracciglia erano molto sottili (non state lì a tirarvele!) e ricrearle è la parte più difficile. Vi consiglio di "mascherarle" sotto una fascia, una parrucca o una cloche. 
Per le labbra:
Stendete anche qui prima un primer poi un pò di cipria. Rimpicciolite le labbra superiori , con l'aiuto di una matita rossa, enfatizzando l'arco di Cupido. Fate lo stesso con le labbra inferiori.
La base:
Vi consiglio di stendere la base (crema, fondotinta o BB cream) dopo aver truccato gli occhi. L'importante è che la pelle abbia un aspetto di porcellana bianchissima. Applicate un blush rosato sui pomoli delle guance partendo quasi dalla base dell'occhio.

"Parrucco":
Ho usato una parrucca a caschetto (molto più comoda e veloce) ma potete anche creare i cosiddetti "finger curls" (su youtube ci sono una marea di tutorials).

L'abito:

In questo caso mi sono ispirata agli evening dresses. Ho indossato una gonna lunga plissettata sotto una vecchia camicia da notte (non si direbbe vero?) che ho appuntato su un fianco con una spilla.
Accessoriate il tutto con una lunga collana di perle, orecchini e headpiece (li potrete trovare a breve su Lady Heron Handmade Jewellery) e un paio di Mary Jane.

Spero che il mio "revival" vi sia piaciuto :D 

Love
 
    


lunedì 28 gennaio 2013

Hint of summer.

Salve a tutte!
Vi avevo già accennato che vi avrei parlato anzi, scritto dei miei acquisti su Forever 21
Oggi vi posto un outfit perfetto per l'estate e per i giorni più caldi di primavera. (So che può sembrare prematuro parlare d'estate quando fuori ci sono solo 4° xD)

Maxi dress con elastico sotto il seno e volant, a stampa astratta- Forever 21
I colori di questo abito mettono subito allegria e mi fanno pensare a luoghi tropicali dove potersi crogiolare al sole. La cromia è quella della sterlizia, il fiore tropicale detto anche "uccello del paradiso". 
E' un capo della collezione +Size e grazie al taglio che ha non segna i "punti critici" ma li maschera a dovere!
Purtroppo non è più acquistabile però ne ho trovato uno simile anche se di lunghezza diversa (di diverso ha anche il prezzo): Strapless Embellished Feather High-Low Dress .
Siccome è un abito con le spalle scoperte vi consiglio di indossarlo con un'acconciatura raccolta che, oltre a mettere il risalto il collo e la scollatura dà respiro ad un look che altrimenti risulterebbe troppo pesante.
Questo maxi dress può essere indossato anche in primavera, con i giusti accessori!
Aggiungeteci una giacca da biker (rigorosamente di eco-pelle!) e il gioco è fatto!

Maxi dress+ giacca=abbinamento perfetto!
Naturalmente con un maxi dress come questo i tacchi alti sono d'obbligo! (Anche perchè slanciano. E sappiamo che i maxi dress tendono ad accorciare di molto la figura.)

T-strap sandals tacco 12 e plateu
La cosa migliore da fare, non solo in tempo di crisi, è re-inventare i capi che abbiamo già nel guardaroba, abbinandoli fra loro. Sperimentate e create il vostro stile!

Love
    

domenica 27 gennaio 2013

Cosmic Blue

Salve a tutte!
Oggi ho pensato di postarvi un trucco occhi sui toni del blu e dell'argento.
Si realizza come lo smokey, sebbene non sia molto sfumato ma piuttosto definito. 

Ricordate che se puntate a mettere in risalto gli occhi con un trucco abbastanza scuro, per non avere un look effetto "clown" dovrete applicare un colore neutro sulle labbra. 



Vi occorrono:
- Primer occhi
- L'Oreal Infallible Eyeshadow  n°006 All Night Blue
- Essence Long Lasting Eyepencil  n°05 C'Est La Vie!
- Eye liner nero
- Ciglia finte

Step 1. Preparare la base.
Dopo aver uniformato il colorito con un fondotinta o una BB cream. Se come me siete pigre e sempre in ritardo anche quando siete in orario (senza BB tra idratante e fondotinta se ne vanno buoni 5 minuti) vi consiglio di usare quella di Garnier, è la meno costosa e paragonata alle altre è migliore soprattutto per quanto riguarda la sfumatura di colore. Stendete un primer occhi sulle palpebre. aiuterà la tenuta del colore.

Step 2. Colore.
Applicate dall'angolo interno dell'occhio e su tutta la palpebra mobile la matita argento. Se volete lasciare l'effetto metallico non la sfumate troppo. Con un angled brush prelevate poco ombretto blu e applicatelo nella piega dell'occhio e nella rima cigliare inferiore.

Step 3. Finishing touches.
Se volete applicate l'eyeliner nero e le ciglia finte. (Io ne ho trovate di carine da uno shop cinese a solo 1€!) 
Stendete un rossetto rosa. Se non lo avete della giusta tonalità potete picchiettare sulle labbra un ombretto e poi passarci sopra un velo di gloss. Per finire il tutto applicate un blush rosa della stessa tonalità del colore delle labbra.

Spero vi piaccia!
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